I morti non muoiono

È l’ultimo film di Jim Jarmusch (Stranger than Paradise, Mistery train, Daunbailò, Dead man), un comic horror che descrive in modo originale l’omologazione di massa e l’autodistruzione planetaria, attraverso il ritono in vita dei morti, ovvero gli zombie.

Il fraking nei due poli sposta l’asse terrestre e iniziano ad accadere cose strane. L’horror movie ha come contesto Centreville una traquilla cittadina statunitense, tra musica country, distributori e bar di provincia, che diventano scenari inquietanti di un soprannaturale usato per chiedere conto dell’indifferenza e dell’ignavia di una civiltà malata di consumismo.

Gradevoli le citazioni e le parodie di Kill Bill: una Tilda Swinton che con la katana e rievocazioni musicali tarantiniane taglia teste di non morti a tutto spiano. O un Adam Driver, ultimo entrato in Star Wars che mostra il portachiavi a forma di astronave della saga di Lucas. Il tutto con un Romero che aleggia dall’inizio alla fne del film.

Nello stile di Jarmusch non mancano le fusioni metatestuali tra storia e sceneggiatura, tra personaggi e attori, come nella scena dell’auto assediata dagli zombie, in cui Driver e Bill Murray citano il copione. O le irruzioni surreali di eventi paradossali come la scena dell’astronave.

A completare il potpourri è la partecipazione straordinaria di Tom Waits nella parte dell’eremita, Iggy Pop, lo zombie amante del caffè e Selena Gomez, la ragazza in viaggio di piacere.

Un film divertente, con un po’ di suspence per i più impressionabili.

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