Due maestri del terrore dal Sol Levante per tre capolavori dell’horror movie

Miike Takashi e Hideo Nakata firmano gli horror movie che trovate in questo confanetto composto da 3 DVD: I maestri dell’horror giapponese. Di Takashi sono Audition (1999) e The call. Non rispondere (2003). Di Nakata potete gustarvi Dark Water (2002).

Un po’ di biografia dei due maestri nipponici.

Takashi Miike è noto per i suoi film estremamente violenti e inquietanti, pregni di sequenze splatter e di bizzarre perversioni sessuali, sebbene il sangue sia sempre trattato in modo ironico.Nonostante questo, nella sua sterminata e eclettica filmografia non mancano opere dedicate al pubblico più giovane. Molti suoi film trattano del mondo della yakuza, dell’amicizia virile e della famiglia giapponese. La tematica principale è quella riguardante la mancanza di radici dei suoi protagonisti. Spesso nei suoi film sono presenti uomini e donne di diverse nazionalità: immigrati brasiliani in Giappone, giapponesi in esilio a Taiwan, sud-coreani in trasferta in Giappone, ed i cosiddetti zanryu koji, ovvero giapponesi nati da genitori giapponesi nati però al di fuori del Giappone e ritornativi successivamente. La condizione di persona senza radici spinge il personaggio a divenire un fuorilegge e ad essere rifiutato dalla società. Unica possibilità è quindi l’affiliazione alla yakuza o il sogno di una fuga quasi sempre impossibile. I film di Miike non hanno quasi mai un lieto fine, e narrano appunto di fughe impossibili, di individui senza una famiglia che se ne costruiscono una propria, unendosi ad altri individui reietti e rifiutati dalla società, come le prostitute o i bambini rifiutati dalle madri. Altri dei temi trattati nel suo cinema sono il rapporto tra violenza, dolore e amore, la ricerca della felicità, l’inesistenza di un bene o di un male assoluti, la ciclicità della vita (rinascita e reincarnazione), l’omosessualità e le assurde e limitanti comuni istanze sociali e tradizioni giapponesi. Una delle sequenze ricorrenti nei suoi film è quella riguardante delle macchie di sangue che sporcano e in alcuni casi inondano l’obiettivo della macchina da presa.

Hideo Nakata è conosciuto al pubblico occidentale per i film di genere J-Horror Ring (1998), Ring 2 (1999) e Dark Water (2002). Ring in seguito ha avuto un remake statunitense intitolato The Ring nel 2002, stesso destino capitato a Dark Water, che è stato rigirato nel 2005, mantenendo lo stesso titolo Dark Water. Nakata era stato scelto per girare il film True Believers, che avrebbe dovuto essere il suo primo lavoro in lingua inglese, ma in seguito il progetto venne abbandonato. Tuttavia nel 2005 la DreamWorks gli offrì di girare The Ring 2 che divenne di fatto il suo lavoro di debutto nel mercato occidentale. Altri lavori importanti di Nakata sono Sleeping Bride del 2000; la sua opera prima Curse, Death and Spirit del 1996 e Chaos del 1999. Nel 2007 dirige Kaidan, una storia di fantasmi giapponese. Nel 2010 dirige il film I segreti della mente. In particolare con Ring, si può parlare di un vera e propria rivoluzione dell’horror movie. Ispirandosi al romanzo di Koji Suzuki, sceneggiato da Hiroshi Takahashi, Ringu – The Ring (1998), è diventato un caposaldo del contemporaneo cinema dell’orrore tant’è basato su una paura tutta suggerita in cui lo spettatore è assorbito dall’inizio alla fine. Copiata, omaggiata, rifatta, parodiata e plagiata un’infinità di volte in patria e all’estero, la storia della videocassetta che, una volta vista, uccide i suoi spettatori ottiene un riscontro così positivo da mettere in produzione un seguito pronto per l’anno successivo. Ringu 2 – The Ring 2 (1999) è un sequel più che decoroso e una prosecuzione degna di nota nel suo saper approfondire le atmosfere di una pellicola divenuta di culto nel giro di pochi mesi.

I tre film.

Audition: Vedovo e con un figlio a carico Aoyama vorrebbe trovare una donna da sposare. Il suo amico, produttore cinematografico e televisivo lo convince a cercarla con l’ausilio di una falsa udizione per un film. Aoyama accetta e, dopo aver visto varie candidate, rimane colpito da Asami, dolce e servile, amorevole e comprensiva. In Aoyama nasce un’attrazione profonda ed un amore ossessivo che lo travolgerà in un vortice di orrore e dolore.

Dark Water: Yoshimi, nel bel mezzo di una causa legale di divorzio col marito, tenta di ottenere l’affidamento della piccola Ikuko. Trasferita da poco in un nuovo appartamento si accorge che il vecchio stabile è costellato di infiltrazioni d’acqua che nascondono qualcosa di triste e angosciante capace di minare la tranquillità della sua famiglia.

The Call. Non rispondere: Tutto inizia con un banalissimo scambio di numeri di telefono durante una cena tra Yumi, una sua amica ed altre persone. Ma poco dopo, quando Yumi non riesce a rispondere al cellulare dell’amica, che è in bagno, succede qualcosa che la spaventa a morte: il messaggio di chiamata persa indica il numero del telefono stesso che ha in mano, la data è di due giorni dopo e la voce in segreteria è quella della stessa Yumi, che urla nel silenzio. Inizia così un gioco inarrestabile di chiamate perse e di morti annunciate.

 

 

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